Visualizzazione post con etichetta romanzo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta romanzo. Mostra tutti i post

martedì 11 febbraio 2014

IL MIO ROMANZO PRESENTATO ANCHE AD AUGUSTA

Venerdì 7 Febbraio alle ore 18.30 è toccato al mio romanzo “Se avessi previsto tutto questo” l'onore di inaugurare la stagione degli appuntamenti dedicati alla letteratura presso la sede dell’Associazione culturale QuattroTerzi in via Principe Umberto n° 210 ad Augusta (SR), mia città natale.
Con la giovane Chiara Tamburini a fare gli onori di casa per conto dell'associazione, la serata è stata introdotta dalla mia carissima amica Cristina Gianino (al mio fianco nella foto a sinistra), insegnante e musicista, che ha illustrato i contenuti del testo prima di lasciare spazio alla conversazione e al dibattito.
Segnalo anche il successivo evento letterario, che riguarderà un volume intitolato “Limbo”, in cui il fotografo Mario Di Salvo propone una raccolta di 90 opere fotografiche, da lui stesso realizzate, accompagnate da un testo utile a svelare gli elementi fondamentali della fotografia.
Dopo la presentazione del libro, prevista per il 14 Febbraio alle 18.00, saranno esposti 12 degli scatti che compongono il lavoro. La mostra si concluderà sabato 15 febbraio alle 21.30. 
Sono particolarmente felice per la scelta del terzo incontro dedicato ai libri e previsto per giovedì 20 Febbraio. Alle 18.30 sarà infatti presentato il libro “Imperfetto” di Matteo Pugliares, il quale mi sta aiutando nella revisione del mio nuovo romanzo, "Figlio unico", la cui uscita è prevista per la prossima primavera. 
“Inserire alcuni eventi letterari nel programma delle nostre attività è un modo per allargare i nostri orizzonti e dedicare spazio alla scrittura creativa, da cui il cinema in qualche modo dipende - spiega Jessica Spinelli, presidente di QuattroTerzi -. L’associazione, del resto, punta molto all’innovazione ed all’ interazione con fasce di pubblico sempre più vaste e variegate. Proprio per questo motivo, speriamo di poter realizzare altri eventi di questo tipo con autori di Augusta e non, che presso la nostra sede potranno trovare uno spazio e una realtà in grado di aiutarli a farsi conoscere e a diffondere le proprie opere.”

martedì 17 settembre 2013

VERONICA, IL PRIMO AMORE DI CARLO PIRAS

La prima ragazza di cui Carlo credette di essersi innamorato si chiamava Veronica. Quarta elementare. Ora come ora non saprebbe neanche descriverla, ma era l’essere più aggraziato e perfetto che avesse mai visto. Era una ragazza, quasi una donna, non una bambina occhialuta, smilza e dalla voce chioccia come tutte le altre. Aveva già il seno e un paio di piccoli nei sopra le labbra, proprio piccoli. Carlo le parlava spesso ma senza dirle nulla di importante: per esempio, le faceva notare che il termine “veronica” era sul vocabolario con tre significati diversi, mentre “carlo” con l’iniziale minuscola non c’era e per questo lei contava molto più di lui. Oppure tentava di coinvolgerla nella compravendita delle figurine dei calciatori, gli mancava Platini, avrebbe dato qualunque cosa per avere Platini, “Lo sai che i tuoi capelli sono uguali ai capelli di Platini?” le diceva. Ogni tanto le offriva la merenda e lei rifiutava, sicché Carlo si sentiva un po’ rifiutato assieme alla sua merenda; forse era colpa della commessa della salumeria che ci aveva messo poco prosciutto nel panino, o era colpa di quelli che avevano confezionato la brioche, sì, certo, la commessa non ci aveva messo amore nel preparare il panino, men che meno i misteriosi individui della brioche. E allora si era fatto preparare i panini dalla mamma, che almeno lei di amore se ne intende, le mani della mamma trasudano amore, l’amore si trasmette, la donna comprende al volo l’amore, un panino farcito con amore fa innamorare chi lo mangia, e forse lo doveva fare lui, il panino; cominciò a farlo e mentre stendeva le fette di salume pensava a lei e ci metteva tanto e tanto amore. Ma lei rifiutava regolarmente. Alla fine se lo mangiava tutto lui e si rendeva conto che il suo amore restava chiuso dentro di sé, producendo peraltro impetuose scariche diarroiche. Passò del tempo, ne passò tanto; e lui si accorse con colpevole ritardo che lei non gli aveva mai parlato, che era stato sempre e solo lui a parlare, chiedere, mostrare, sorridere. E che lei parlava, chiedeva, mostrava, sorrideva a un altro ragazzo. 

Da "Se avessi previsto tutto questo" pp. 18-19.

domenica 7 luglio 2013

IL MIO ROMANZO SU "LETTERATITUDINE", IL BLOG DI MASSIMO MAUGERI

"Letteratitudine", il blog di Massimo Maugeri, fresco vincitore del Premio Vittorini per il suo bel romanzo "Trinacria Park", è ormai un punto di riferimento per l'ambiente letterario italiano. Recentemente ha pubblicato in esclusiva uno stralcio del mio romanzo, un brano in cui il protagonista, Carlo Piras, ormai in piena disperazione ormonale ed esistenziale, tenta di conquistare la fidanzata di un suo caro amico...alla presenza dell'amico! 
DAL CAPITOLO 25 (“SABATO”, pp. 208-216)
Rosario e Raffaella sono puntuali e alle nove e un quarto circa sono già a spasso per i vicoli di Ortigia con il nostro Carlo.
Rosario è elegantissimo, in completo azzurro e camicia Emporio Armani. Raffaella si è tinta i capelli di biondo, però ha perso la linea perfetta altrove mostrata: è dimagrita parecchio, forse per adeguarsi alla moda corrente che vuole le fotomodelle ridotte all’osso, e chissà che non covi progetti di questo genere. O magari a forza di stare con Rosario è diventata anoressica, lui è un bravissimo ragazzo ma certo è a volte un po’ qualunquista e non riesce a capire sempre i problemi e le esigenze della sua compagna – ma Carlo, che ne può sapere lui? Forse è solo una speranza. La speranza che lei sia insoddisfatta di come vanno le cose con Rosario; la speranza che voglia tornare sui suoi passi, scegliendo di non percorrere fino in fondo quei binari che sono ormai costruiti e che, c’è da scommetterci, la porteranno al matrimonio con Rosario e via dicendo. Rosario è un bravissimo ragazzo, ma porta con sé delle convenzioni sociali da veterodiccì: il suo pregio e il suo difetto maggiore.
Ma qui parliamo di speranza, okay? Un sentimento strano e ingannatore, che ci fa spesso vedere fischi per fiaschi, per cui subiamo fischi e subiamo fiaschi. È già nell’aria: Carlo vuole attaccare il bastione-Raffaella. Ci rimetterà l’amicizia di Rosario.
Bene; è proprio quello che vuole...

sabato 11 maggio 2013

LE PROSSIME PRESENTAZIONI DEL ROMANZO, IL CALENDARIO AGGIORNATO

Ecco il calendario aggiornato delle prossime presentazioni del romanzo. La data ragusana originariamente prevista per il 10 maggio è slittata al 7 giugno. Confermata comunque la presenza di Veronica Tomassini, collaboratrice de "Il Fatto Quotidiano" e autrice del romanzo "Sangue di cane". Dopo la brillante performance siracusana, Giuseppe Cottone riproporrà la lettura di alcuni brani del romanzo. Vi aspetto!


17 MAGGIO: LIBRERIA LA FELTRINELLI, Via Etnea 285, CATANIA (con Giuseppe Condorelli). Ore 18,00.

7 GIUGNO: LE FATE CAFE', via Sac. Giovanni di Giacomo 20, RAGUSA (con Veronica Tomassini). Ore 18,30.

14 GIUGNO: CANTINE SANFILIPPO, Corso Ara di Giove 150, PEDARA (CT). Evento a cura della Coop. Sociale Utòpia. Ore 18,30.

lunedì 15 aprile 2013

UNA RIFLESSIONE SU CHI ERAVAMO E SU QUELLO CHE CI ASPETTAVAMO DAL FUTURO

Sabato sera ho presentato il mio romanzo ad Acireale, nell'ambito di "In-chiostro letterario". Un bell'evento in un bellissimo Resort, ricavato in un antico Monastero del '500. Un'occasione per sprofondare in qualche ulteriore riflessione che vi propongo qui di seguito.
Eccomi nel Chiostro del San Biagio Resort...
Come il mio precedente "Marenigma", anche "Se avessi previsto tutto questo" è un romanzo di formazione: mentre il primo affrontava il dramma della morte, quest'altro esplora i primi assi dell'iniziazione sentimentale. Compongono entrambi, quindi - al di là delle differenze di stile e di atmosfere - un dittico. Potrebbe anche trattarsi di una trilogia, dato che anche il mio esordio, "Cerniera lampo" (scritto a quattro mani con Joe Schittino) era pure una storia di formazione con protagonisti due adolescenti.
Nel mio nuovo romanzo il protagonista si confronta con il passaggio da un Istituto professionale alla facoltà di Filosofia dell’Università di Catania, che coincide con il distacco dalla sfera protettiva genitoriale e con un’improvvisa, vertiginosa, conquista di spazi di libertà. E’ stato quello un passaggio delicato della mia stessa vita, proprio in quegli anni ’90 in cui il romanzo è ambientato. Impossibile negare quindi l’ispirazione autobiografica alla base della vicenda che racconto, m’interessava però raccontare non la mia vita, ma un periodo della storia che ho attraversato e un periodo dell’esistenza umana, l’adolescenza appunto, in cui si scopre qualcosa in più su di sé, sugli altri, sull'esistenza, sull'amicizia, sulle donne e sull'amore. Credo di averlo fatto in modo ironico, divertente, autentico, senza mettermi lì col manuale del bravo scrittore, lasciando piuttosto il campo all'immaginazione più sfrenata, ad un linguaggio senza falsi pudori, descrivendo un mondo, uno spaccato di vita, che è stato il mio ma anche quello di tanti altri.
Un momento della presentazione di Acireale
Erano anni tutto sommato felici, gli anni ’90, specie se paragonati a quelli di oggi. E’ stata quindi una gioia calarsi nuovamente in quegli anni, quando Catania era la “Seattle italiana” per la sua vivacità musicale (Seattle era la città da cui erano saltati fuori gruppi come i Nirvana), vivacità che era anche culturale.

Erano anni in cui c’era ancora la lira e un relativo benessere. Credevamo che la massima condanna fosse un posto fisso al Comune, quando oggi molti di noi delle classi anni '70 (credo la generazione con il più alto tasso di aspiranti artisti, me compreso...) darebbero un braccio per un posto fisso al Comune. 
Erano anche anni particolari sul piano dei rapporti umani, ci si trovava appena prima di una rivoluzione storica, quella scatenata dalla diffusione del web. Le relazioni erano sempre e comunque dirette, mai mediati da chat o sociale network o blog. Ci si doveva conoscere, incontrare e frequentare dal vivo. Così ho ritenuto interessante focalizzare l’attenzione sulla formazione sentimentale piuttosto che su quella politica o di altro genere, dal mio punto di vista maschile. Un maschio, va sottolineato, piccolo borghese, poco affascinante, per niente sicuro di sé, i cui goffi tentativi di conquista e le confuse idee sull'amore hanno generato capitoli piuttosto divertenti, se non addirittura grotteschi.
I ragazzi di "Beverly Hills 90210"
Il romanzo di formazione ha tanti precedenti e mi è piaciuto in qualche modo rivisitare a modo mio i libri di questo genere che ho letto e apprezzato, dal fondamentale “Giovane Holden” di Salinger al "Garofano rosso" del mio concittadino Elio Vittorini, da Bret Easton Ellis a Philip Roth, dal “Dietro la porta” di Giorgio Bassani, dal “Due di Due” di Andrea De Carlo fino ai classici degli anni ’90 che non potevo ignorare, “Jack Frusciante” di Enrico Brizzi e “Tutti giù per terra” di Giuseppe Culicchia. Ma potrei citare ancora Fitzgerald, Hemingway, Fante e il suo Arturo Bandini così lontano e così vicino al mio Carlo Piras, senza dimenticarmi, in mezzo a cotante reminiscenze letterarie, di certi telefilm che andavano di moda nella mia adolescenza, penso soprattutto a quel “Beverly Hills 90210” che ci aveva davvero avvelenato il cervello nei primi anni ’90, per cui noi maschietti sognavamo di essere Brandon, Dylan, senza tuttavia avere alcuna possibilità di esserlo davvero, e le ragazze a loro volte cercavano i sosia di Jason Priestley e Luke Perry, sicché ai loro occhi non apparivi più attraente di Alvaro Vitali.
Leggere questo libro dà la possibilità di riflettere su chi eravamo e su quello che ci aspettavamo dal futuro noi cosiddetti TQ (trenta/quarantenni), ma credo che anche gli adolescenti di oggi non mancheranno di riconoscere qualcosa di sé nei turbamenti del protagonista.