mercoledì 20 febbraio 2013

Quando i R.E.M. e i Radiohead suonarono a Catania nel 1995...


"Oggi.
È gennaio.
Siamo nel bel mezzo degli anni Novanta.
Le vacanze di Natale sono finite, ha ricevuto i regali che si aspettava e si è, come di consueto, annoiato a morte di fronte a quell’allegria posticcia.
Ha chiuso un anno memorabile: i diciotto anni, il diploma, la scelta dell’Università, i dubbi relativi al fatto di andarci, all’Università (ma suo padre, cresciuto a pane e Guccini, gli ripeteva che “un laureato conta più di un cantante”: che poi Carlo di cantare, del resto, non aveva voglia, semmai gli piaceva scrivere) e… che altro?
Quell’estate aveva partecipato al concerto dei R.E.M. allo stadio Cibali; la gente ancora ne parlava ma lui, quel concerto, l’aveva visto davvero da lontano, dalle ultime file. Michael Stipe e soci, peraltro, non lo avevano entusiasmato. Aveva preferito, come anche i suoi amici, il gruppo che aveva intrattenuto il pubblico prima del Grande Evento: Radiohead, si chiamavano, e avevano proposto una canzone, Creep, che per Carlo era diventato un chiodo fisso. Aveva comprato l’album in cui era contenuta e non gli era parso questo gran capolavoro. Quella canzone però…
Quella canzone, anche oggi, gli rimbomba nella testa. Magari i Radiohead saranno una meteora, uno di quei gruppi che sforna uno o due pezzi di successo e poi se ne torna nell’ombra. Chissà. Carlo deve spegnere la voce del cantante Thom Yorke che risuona nelle orecchie perché sono le sette del mattino e la matricola 232298 deve abbandonare il suo letto." (Da Se avessi previsto tutto questo, p. 9)


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